Approfondisco il mio intervento su “La Repubblica” del 4/11/21 “Da Gates ai reali, sfilano i testimonial e DiCaprio rinuncia al jet privato”

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Ieri sono stato contattato dalla giornalista di La Repubblica Carlotta Scozzari per un paio di domande sul rapporto fra VIP e ambientalismo e soprattutto sul dubbio che possano cavalcare l’onda dei trend (in questo caso COP26, ma più in generale Greta Thunberg e i cambiamenti climatici).

Ponendomi al di sopra dell’argomento e delle parti, è chiaro che dal punto di vista comunicativo cavalcare l’onda della visibilità delle tematiche ambientali è indubbiamente un’azione mediatica interessante. Pone il VIP al centro di temi non consoni alla sua attività e ne restituisce un’immagine positiva e impegnata. Cosa che lo porrebbe senza dubbio nella felice situazione di aumentare i suoi follower e consolidare i fan della prima ora.

Il problema dei temi ambientali è la coerenza a lungo termine, ed è qui che possiamo capire dove il personaggio famoso crede davvero in ciò che dice o sfrutta il trend del momento. Per sostenere tali iniziative, gli eventi, i social e i discorsi hanno una grande risonanza, ma in ambito ambientale il loro eco è importante e formativo se sostenuto da azioni pratiche costanti nel tempo.

Come il personaggio si sposta, quali altre attività o sponsorship decide di intraprendere, quali sono i suoi hobby: sono in linea con quanto professato in precedenza? Riesce a mantenere un’idea ambientale costante e coerente al suo messaggio iniziale anche nella quotidianità?

Il popolo del cambiamento climatico è un movimento che ha imparato a informarsi e che segue i suoi beniamini. È un popolo che non dimentica e che non ha paura di giudicare. Sostenere dunque una posizione ambientale per puro interesse personale è difficile ed espone a enormi ed evidenti rischi d’immagine.

Per questo ritengo che la maggioranza delle celebrità che stanno sostenendo i movimenti ambientalisti in questo dato periodo storico siano ben consapevoli dell’entità del messaggio e della diversità tra questo “pubblico” e quello che normalmente li segue. Sanno bene che il loro ruolo non è più solo quello di Influencer ma, grazie al tema e al tipo di comunicazione, diventano formatori e portatori di messaggi educativi.

Quindi coloro che stanno intraprendendo questo cammino solo per una mera visibilità scopriranno ben presto che confrontarsi con la comunicazione ambientale non è un gioco e rischiano non solo la carriera ma anche la loro immagine quali cittadini del mondo.

Leonardo DiCaprio crede davvero in ciò che professa?

Stella McCartney è una vera ambientalista o cavalca l’onda per vendere i suoi prodotti?

Amo immaginare che lo siano, come anche tutti gli attori e i cantanti italiani da Gassmann a Jovanotti passando per Valeria Golino e Alba Rohrwacher, perché la loro potenza mediatica è enorme, come è enorme il bisogno di aiuto di cui la nostra terra ha bisogno.

Ciò che è certo è che noi tutti dobbiamo cambiare per salvare questo pianeta. E se per convincere tutti al cambiamento dobbiamo passare attraverso i personaggi famosi, ben venga tutto questo. Se per coinvolgere le aziende nel cambiamento è necessario scendere in piazza guidati da Greta, DiCaprio e Gassmann, allora scenderemo e li seguiremo.