Nuti ivo spa
Costruire un’identità di Gruppo e un sistema di comunicazione integrato
Da una galassia di aziende a un unico progetto di comunicazione corporate
Cliente: Nuti Ivo Group
Settore: Conceria, moda e luxury
Periodo: 2015–2021
Ruolo: Consulenza strategica e temporary communication management
Ambiti: Branding, corporate identity, comunicazione B2B, digital, fiere, comunicazione di prodotto, sostenibilità, ufficio stampa, social media, strumenti commerciali
La sfida
la forza industriale non era ancora diventata forza comunicativa
Quando ho iniziato a collaborare con Nuti Ivo, nel 2015, mi sono trovato davanti a una realtà industriale con oltre sessant’anni di storia, fortemente radicata nel settore conciario e presente sui mercati internazionali con produzioni destinate ai grandi brand della moda e del design.
La dimensione industriale, la qualità delle lavorazioni, le competenze e la storia dell’azienda erano evidenti.
Dal punto di vista della comunicazione, però, questa forza non emergeva con altrettanta chiarezza.
Le concerie e le diverse società controllate si presentavano al mercato come realtà sostanzialmente autonome, ciascuna con la propria identità e i propri strumenti.
Il Gruppo industriale esisteva. Quello che ancora non esisteva era una vera identità di Gruppo capace di rappresentarlo. L'esigenza, quindi, andava ben oltre il restyling di un sito o il rinnovamento dell'immagine coordinata.
Era necessario ripensare complessivamente il modo in cui questa articolata realtà industriale si presentava al mercato e costruire una brand reputation coerente con la sua dimensione internazionale, valorizzando allo stesso tempo prodotto, competenze, tradizione, innovazione e il crescente impegno sui temi della sostenibilità e dell'ambiente.
Prima ancora della comunicazione, costruire l'identità di Gruppo
Una delle prime scelte strategiche fu quella di superare la frammentazione comunicativa esistente.
Proposi quindi la creazione del marchio Nuti Ivo Group, pensato come identità corporate capace di riunire sotto un unico contenitore l'intera galassia di concerie e società controllate, senza cancellarne caratteristiche, specializzazioni e identità individuali.
Non si trattava semplicemente di disegnare un nuovo logo. Signifiava creare un livello di comunicazione che prima non esisteva: permettere al mercato di percepire non soltanto le singole aziende, ma la dimensione, le competenze, l'esperienza e la forza complessiva del Gruppo.
Questa decisione avrebbe guidato gran parte degli interventi successivi. Identità visiva, sito web, comunicazione istituzionale, strumenti commerciali, presenza fieristica, social media, ufficio stampa e sostenibilità potevano finalmente essere progettati all'interno di una visione comune.
Un progetto di trasformazione, non una serie di interventi. Fin dall'inizio immaginammo la collaborazione come un percorso di medio periodo.
Il mio compito sarebbe stato accompagnare l'azienda nella costruzione progressiva di un sistema di comunicazione più evoluto, creando identità, strumenti, contenuti e processi e coordinando le differenti competenze necessarie.
Il mio ruolo è stato quindi vicino a quello che oggi definirei di temporary communication manager: entrare nell'organizzazione in una fase di cambiamento, comprenderne esigenze e complessità, definire una direzione strategica e accompagnare l'impresa verso un nuovo modello di gestione della comunicazione.
L'obiettivo non era rendere l'azienda dipendente dal consulente. Al contrario, il percorso prevedeva fin dall'inizio che, raggiunto un livello sufficientemente strutturato, la comunicazione potesse essere affidata a una realtà più ampia, dotata di professionisti altamente specializzati nei diversi ambiti. È ciò che sarebbe avvenuto nel 2021.
Ripartire dall'identità visiva. Una volta definita la nuova architettura di Gruppo, era necessario intervenire sull'identità delle singole realtà che ne facevano parte.
Ho quindi coordinato il restyling dei loghi delle aziende, cercando un equilibrio tra riconoscibilità delle singole società e appartenenza al nuovo sistema corporate.
Da qui siamo passati alla revisione dell'intera immagine coordinata. L'intervento ha interessato progressivamente ogni punto di contatto: biglietti da visita, corporate stationery, documentazione aziendale, strumenti commerciali e materiali utilizzati nella produzione e nella logistica, fino a elementi apparentemente secondari come i nastri da imballaggio.
Il principio era semplice: ogni elemento doveva contribuire alla percezione di un sistema coerente e riconoscibile.
Dare un volto autentico alla grande industria. Per costruire una nuova comunicazione serviva anche un nuovo linguaggio fotografico. Non volevo utilizzare immagini impersonali o fotografie industriali puramente descrittive.
La conceria è industria, ma è anche materia, lavorazione, esperienza, persone e cultura del prodotto.
Abbiamo quindi coinvolto il fotografo Elia Pinna, specializzato nel reportage, affidandogli il compito di raccontare stabilimenti, lavorazioni, materiali e persone attraverso immagini realistiche ma caratterizzate allo stesso tempo da una forte ricerca estetica.
Ne nacque un patrimonio fotografico originale che divenne uno degli elementi distintivi della nuova identità Nuti Ivo Group. Quelle fotografie raccontavano molto bene una caratteristica che sarebbe diventata centrale nella comunicazione: la capacità di essere una grande realtà industriale internazionale conservando contemporaneamente il sapere, la sensibilità per il materiale e la tradizione tipici di un'attività profondamente artigianale.
Una selezione di circa venti immagini fu utilizzata anche per una mostra presentata per diversi anni in occasione di Lineapelle, trasformando il reportage industriale in un vero contenuto di comunicazione.
Successivamente ho avviato anche una collaborazione continuativa con il fotografo Damiano Fedeli, che si recava periodicamente nelle concerie per produrre nuovi servizi fotografici. Questo ci permise di costruire un flusso costante di contenuti originali per sito web, social media, ufficio stampa, presentazioni e strumenti corporate.
Un ecosistema digitale per raccontare il Gruppo e le sue aziende
Uno degli interventi più importanti ha riguardato la presenza online.
Abbiamo progettato un nuovo sito capace di presentare innanzitutto Nuti Ivo Group come realtà unitaria, dando però spazio e autonomia alle diverse aziende attraverso una struttura articolata in minisiti. Era la traduzione digitale della nuova architettura di marca: un Gruppo riconoscibile e coerente, composto da realtà con competenze e specializzazioni differenti.
Ho curato la revisione e la riscrittura dei contenuti, lavorando sia sull’efficacia della comunicazione sia sulla loro organizzazione in ottica SEO. Vista la forte vocazione internazionale del Gruppo, il progetto editoriale è stato sviluppato in italiano, inglese e francese.
Il sito diventava così non soltanto una nuova vetrina, ma uno degli strumenti attraverso cui rendere finalmente leggibile all’esterno la struttura e la dimensione dell’intero sistema Nuti Ivo.
Lineapelle
trasformare lo stand in un'esperienza di marca
Per un’azienda che opera nei mercati internazionali della moda e del luxury, la presenza fieristica non è semplicemente uno spazio espositivo. È uno dei momenti nei quali identità, prodotto, relazione commerciale e reputazione devono incontrarsi.
Lineapelle rappresentava quindi uno degli appuntamenti più importanti dell’anno. In collaborazione con l’allestitore ho lavorato alla revisione dello stand Nuti Ivo, uno spazio di oltre 200 metri quadrati, cercando una soluzione capace di renderlo immediatamente riconoscibile.
Uno degli elementi più caratterizzanti fu una grande immagine di circa 30 metri di lunghezza, costituita da pelli sovrapposte fotografate in altissima definizione. Al centro, un ingresso sfalsato interrompeva la grande superficie visiva e accompagnava i visitatori all’interno dello stand. Il realismo dell’immagine produsse anche una reazione spontanea che ricordo ancora oggi: molti visitatori si fermavano e toccavano la fotografia per capire se quelle pelli fossero reali.
Un comportamento apparentemente piccolo, ma estremamente significativo. Dimostrava come una scelta di comunicazione potesse generare curiosità, interazione e memorabilità, trasformando un elemento grafico in una vera esperienza di marca.
Nuti White Leather
comunicare innovazione e sostenibilità
Parallelamente alla comunicazione corporate abbiamo lavorato anche sulla valorizzazione di specifici progetti di prodotto.
Tra questi, Nuti White Leather, una proposta innovativa sviluppata con una particolare attenzione agli aspetti ambientali.
Per il progetto abbiamo costruito un’identità dedicata, partendo dal logo e sviluppando successivamente un sistema di comunicazione specifico online e offline.
L’obiettivo era raccontare il prodotto non come iniziativa isolata, ma all’interno di un percorso più ampio nel quale ricerca, innovazione, qualità e sostenibilità stavano assumendo un ruolo crescente nel posizionamento dell’azienda.
Portare la nuova identità negli strumenti commerciali
La comunicazione B2B non termina con il sito web, una campagna o la presenza fieristica.
Per un Gruppo con una rete commerciale internazionale, gli strumenti utilizzati quotidianamente da chi incontra clienti, buyer e dealer diventano parte integrante dell’esperienza del brand.
Uno dei primi progetti realizzati in questa direzione fu una nuova brochure corporate.
Fin dalla sua presentazione venne particolarmente apprezzata, sia per alcune scelte formali — a partire dall’insolito formato A4 orizzontale e dall’elevata qualità della stampa — sia soprattutto per il ruolo attribuito alla fotografia.
Le immagini di Elia Pinna non erano un semplice accompagnamento ai testi.
Erano protagoniste.
Grandi fotografie, spesso predominanti sulla pagina, costruivano il racconto dell’azienda e rendevano immediatamente percepibile il posizionamento che stavamo cercando di costruire.
La brochure fu uno dei primi strumenti nei quali la nuova identità Nuti Ivo Group divenne realmente tangibile e rappresentò un segnale forte del cambiamento di immagine intrapreso.
Con centinaia di articoli e varianti da presentare ai clienti, anche il tradizionale campionario rappresentava un'importante opportunità di comunicazione.
Ho quindi studiato un nuovo sistema di campionatura, capace di organizzare l'ampiezza dell'offerta e allo stesso tempo presentarla in modo più funzionale, ordinato e coerente con la nuova immagine corporate.
Perché soprattutto nel B2B ogni strumento utilizzato nella relazione con il cliente contribuisce alla percezione del valore dell'azienda e dei suoi prodotti.
Costruire un'identità significa anche alimentarla nel tempo. Accanto ai grandi progetti ho quindi lavorato per trasformare la comunicazione del Gruppo in un'attività continuativa e pianificata.
Ho curato l'ufficio stampa e i rapporti con i media, mentre parallelamente sono stati creati e sviluppati i canali LinkedIn, Facebook e Instagram.
Ho definito i piani editoriali, curato i testi e coordinato la produzione dei contenuti fotografici necessari.
Il patrimonio di immagini che stavamo costruendo attraverso il lavoro continuativo dei fotografi permetteva finalmente di raccontare l'azienda senza ricorrere a immagini generiche, mantenendo una forte coerenza tra comunicazione corporate, digital, stampa e social media.
Nel corso degli anni ho realizzato anche numerose presentazioni corporate e commerciali destinate alla dirigenza, utilizzate durante meeting, incontri istituzionali e appuntamenti internazionali di alto livello.
Ho inoltre lavorato direttamente con dealer e interlocutori provenienti da diverse parti del mondo, progettando strumenti e soluzioni di comunicazione capaci di rispondere alle esigenze dei differenti mercati.
È una parte meno visibile di una case history, ma particolarmente significativa per comprendere il mio ruolo.
La comunicazione doveva funzionare non soltanto verso il pubblico esterno, ma diventare uno strumento concreto a disposizione del management e della rete commerciale.
Negli stessi anni il tema della sostenibilità assumeva un'importanza sempre maggiore per l'industria e, in particolare, per una filiera complessa come quella della moda.
Grazie alla mia esperienza nella comunicazione ambientale, ho collaborato alla realizzazione del primo bilancio dedicato alla sostenibilità aziendale.
Il mio contributo non si è limitato alla progettazione grafica.
Ho partecipato alla costruzione del progetto, suggerendo soluzioni per organizzare, rendere comprensibili e comunicare in maniera efficace informazioni spesso tecniche e complesse.
Era un ulteriore passaggio del percorso iniziato anni prima: fare in modo che sostenibilità e ambiente non fossero percepiti come temi separati, ma diventassero parte integrante della reputazione e del racconto corporate del Gruppo.
Un progetto di queste dimensioni non può essere realizzato da una sola persona.
Durante i sei anni di collaborazione ho coinvolto e coordinato professionisti con competenze differenti: fotografia, sviluppo web, grafica, allestimenti, produzione e le altre specializzazioni necessarie di volta in volta.
È il modello nel quale credo.
Una strategia chiara e una regia unica, accompagnate dalle migliori competenze specialistiche quando il progetto le richiede
Il mio ruolo è stato quello di mantenere quella regia e di fare da punto di raccordo tra proprietà, management, aziende del Gruppo, fornitori, creativi, media, dealer e interlocutori internazionali.
Ed è probabilmente questo l’aspetto più importante dell’intera case history.
Non ho semplicemente realizzato un logo, un sito web, uno stand, una brochure o un piano editoriale.
Ho contribuito a trasformare una galassia di aziende che comunicavano separatamente in un Gruppo dotato di un’identità, di un linguaggio e di un sistema di comunicazione condivisi.


























Costruire il sistema e preparare la fase successiva
La collaborazione con Nuti Ivo Group si è conclusa nel 2021.
Non per l’esaurirsi del progetto, ma perché il percorso aveva raggiunto l’obiettivo immaginato fin dall’inizio.
Dopo sei anni dedicati alla costruzione dell’identità di Gruppo, degli strumenti, dei contenuti e di un nuovo approccio alla comunicazione, l’azienda era pronta ad affrontare una fase successiva ancora più strutturata.
La gestione della comunicazione è quindi passata a un’importante agenzia, chiamata a proseguire e sviluppare ulteriormente il percorso.
Considero quel passaggio uno dei risultati più significativi dell’intera collaborazione.
Perché il valore di un intervento di temporary communication management non dovrebbe essere rendere un’impresa dipendente dalla presenza del consulente, ma aiutarla a costruire una cultura della comunicazione, strumenti e processi che le consentano di evolvere.
Questa esperienza rappresenta ancora oggi uno degli esempi più completi del ruolo che posso assumere all’interno di una media o grande impresa:
entrare in una fase di trasformazione, comprenderne la complessità, costruire una strategia, coordinare competenze diverse e accompagnare l’organizzazione verso un modello di comunicazione più maturo, coerente e strutturato.
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